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L'Energia nel futuro della FLAEI
di Carlo De Masi
Senza nostalgia e senza memorie rievocative, qualcuno avrebbe potuto immaginare, solo cinque o sei anni fa, quale sarebbe stata la situazione economica e politica, nazionale e internazionale, che stiamo attraversando in questo periodo? E chi avrebbe mai immaginato, quindici o venti anni orsono, la “rivoluzione” introdotta dal web e dall’informatica, nella vita sociale, personale, familiare e nelle economie dei vari Paesi?
Cio’ per riflettere sulla velocità e sulla vastità dei cambiamenti che, in tempi brevissimi, trasformano le nostre esistenze e quelle delle Organizzazioni e degli ambienti nei quali viviamo.
Un’occasione come quella della prossima Assemblea Organizzativa Nazionale della Flaei-Cisl (Palermo, 23, 24 e 25 ottobre2007), costituisce un appuntamento di grande importanza per la nostra Federazione, per guardare al percorso fino ad oggi compiuto, per riflettere sulle condizioni anche organizzative da cui si sono determinati alcuni successi e, perchè no, sulle ragioni delle carenze o dei ritardi. Un processo analogo è stato compiuto nell’ambito degli Organismi territoriali e regionali. Un processo analogo sta avanzando all’interno della Cisl, ai vari livelli, in vista della grande Assemlea Organizzativa Confederale (Roma, 5 - 8 novembre).
Si dirà che, in definitiva, si tratta di un programma abbastanza “normale”, una sorta di consuetudine e di rito celebrativo. Non è cosi’. Desidero sottolinearlo, perché la Flaei non considera affatto la riflessione organizzativa come una cosa piatta e scontata.
Almeno per due aspetti centrali che, di seguito, intendo richiamare. La situazione economica ed energetica italiana, innanzi tutto. Non mi sembra affatto “normale” che un Paese come il nostro, cosi’ debole sul versante industriale, cosi’ disallineato dai parametri medi europei della qualità dei servizi, del livello dei salari, della capacità di crescere ed attrarre investimenti, si possa ancora permettere il lusso di “nascondere sotto il tappeto” un problema come quello di una disponibilità energetica (elettricità, gas e non solo) quantitativamente insufficiente ed a prezzi inaccettabili.
Di denunce, segnalazioni, istanze, noi della Flaei, insieme alla Cisl e alla Femca, l’altra Federazione impegnata nell’energia, ne abbiamo fatte tante. Nessuno, peraltro, si è mai incaricato di smentire gli scenari e i rischi che tentiamo di portare all’attenzione del Palazzo. Nessuno ci ha descritto, nè avrebbe potuto, come dei “grilli parlanti”. Allo stesso tempo, pero’ ,passi concreti non se ne sono visti. Quando sta per arrivare l’estate comincia il terrore del caldo per la “tenuta” della rete al carico dei condizionatori. Prima dell’inverno si teme il freddo e il gelo, data la penuria del gas e del riscaldamento. I Ministri di turno continuano a promettere nuovi impianti, rigassificatori, fonti alternative, etc. Ma di concreto nulla appare all’orizzonte.
A meno che non si voglia considerare una cosa concreta, credibile e foriera di prospettiva quell’Assemblea sull’ambiente che, pochi giorni fa, ha visto sfilare in passerella improbabili “scienziati” depositari delle nostre future fortune energetiche.
Queste considerazioni mi portano dritto dritto a quello che sarà il “cuore” del nostro dibattito organizzativo: le prospettive di nuove forme aggregative e di rappresentanza dell’intera filiera energetica, all’interno della Cisl per determinare un Soggetto unico Cisl energia. Un elemento di novità, esclusivo e strategico, nel panorama politico-sindacale italiano ed europeo.
Mi riferisco al percorso comune che saranno chiamate ad affrontare Flaei e Femca, in accordo con la Cisl, sul piano del loro futuro organizzativo. Non intendo volutamente usare il termine “accorpamento”, perché non corrisponde ai nostri propositi e alle esigenze effettive del Settore. Abbiamo, invece, l’obiettivo di creare uno strumento più forte al servizio dei Lavoratori.
Il dibattito dell’AssembleaOrganizzativa, ci dirà come muoverci e a quali condizioni. Ci dirà come evitare i rischi e gli errori di altre esperienze. Ci fornirà, soprattutto, le indicazioni precise, politiche e statutarie, per un percorso che si preannuncia impegnativo elungo. Per un progetto che, per essere vincente, abbisogna di almeno due peculiarità: la graduale applicazione sul terreno concreto, senza accelerazioni o fughe in avanti, il rispetto e la salvaguardia totale dell’identità storica-politica-culturale delle diverse anime che, alla fine, si ritroveranno nella casa comune.
La Flaei é pronta ad affrontare ogni aspetto del problema, senza preclusioni e senza irrigidimenti. Con la trasparenza e la chiarezza che servono, nell’interesse di tutti. |